Anche a Roma il formaggio di capra era noto, come riferito anche da Plinio che narra del famoso caprino esportato da Agrigento. Marco Terenzio Varrone racconta dei principali tipi di formaggi che venivano consumati nel I secolo a.C., avvalorando così che il formaggio di capra era parte integrante della cultura romana, impiegato per rifornire e sfamare le truppe dei soldati durante le guerre. Durante il Medioevo il formaggio di capra fu poi adoperato come moneta di scambio, ma si deve ai monaci la messa a punto delle tecniche di stagionatura. Nel corso del XX secolo, il latte di capra (e di conseguenza il formaggio di capra) pervenne una contrazione nella produzione anche se nel corso degli ultimi anni riacquista sempre più importanza, tanto da essere vagliato come una valevole e valida alternativa al latte vaccino.
